Indice generale

Indice delle puntate 1-20
Indice puntate 21-40
Indice puntate 41-60
Indice puntate 61-80
Indice puntate 81-100
Indice puntate 101-118

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Indice puntate 101-118

Puntata 101
Puntata 102
Puntata 103
Puntata 104
Puntata 105
Puntata 106
Puntata 107
Puntata 108
Puntata 109
Puntata 110
puntata 111
Puntata 112
Puntata 113
puntata 114
Puntata 115
Puntata 116
Puntata 117
Puntata 118

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Indice puntate 81-100

Puntata 81
Puntata 82
Puntata 83
Puntata 84
Puntata 85
Puntata 86
Puntata 87
Puntata 88
Puntata 89
Puntata 90
Puntata 91
Puntata 92
Puntata 93
Puntata 94
Puntata 95
Puntata 96
Puntata 97
Puntata 98
Puntata 99
Puntata 100

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Indice puntate 61-80

Puntata 61
Puntata 62
Puntata 63
Puntata 64
Puntata 65
Puntata 66
Puntata 67
Puntata 68
Puntata 69
Puntata 70
Puntata 71
Puntata 72
Puntata 73
Puntata 74
Puntata 75
Puntata 76
Puntata 77
Puntata 78
Puntata 79
Puntata 80

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Indice puntate 41-60

Puntata 41
Puntata 42
Puntata 43
Puntata 44
Puntata 45
Puntata 46
Puntata 47
Puntata 48
Puntata 49
Puntata 50
Puntata 51
Puntata 52
Puntata 53
Puntata 54
Puntata 55
Puntata 56
Puntata 57
Puntata 58
Puntata 59
Puntata 60

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Indice puntate 21-40

Puntata 21
Puntata 22
Puntata 23
Puntata 24
Puntata 25
Puntata 26
Puntata 27
Puntata 28
Puntata 29
Puntata 30
Puntata 31
Puntata 32
Puntata 33
Puntata 34
Puntata 35
Puntata 36
Puntata 37
Puntata 38
Puntata 39
Puntata 40

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Indice delle puntate 1-20

Puntata 1
Puntata 2
Puntata 3
Puntata 4
Puntata 5
Puntata 6
Puntata 7
Puntata 8
Puntata 9
Puntata 10
Puntata 11
Puntata 12
Puntata 13
Puntata 14
Puntata 15
Puntata 16
Puntata 17
Puntata 18
Puntata 19
Puntata 20

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Puntata 118

“Mamma mi passi la borraccia?”.
“Si. Attento alle rocce”.
Si può dire che madre e figlio hanno trovato il loro equilibrio, con quella
passeggiata ogni tanto verso le montagne quando tutti e due sono liberi dai loro
impegni lavorativi.
“Alex?”
“Si?”
“Ti voglio be….eeehhhh!”
Francesca non vede la roccia e scivola.
“Anche io, mamma”.
Scoppia una fragorosa risata dopo che i due si guardano negli occhi.

FINE

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Puntata 117

vedeva. E che avrebbe rosicato dopo essersi risollevata dal tonfo in cui lui la
aveva precipitata.
“Eccomi. Non ci giuravi?” Marta appoggia il crisantemo nella provetta sul
cordolo del forno. “E invece sono qui”. Avrebbe voluto dire di più. Insultarlo,
sbeffeggiarlo. Ma non riesce a dire di più. E rimane li in silenzio. A Fissare la
tomba. Una cosa gli viene da dire. Ed era un ‘Grazie’ pronunciato con tutto
l’affetto e la calma di cui si è padroni quando il mondo ti tira uno schiaffo da
rivoltarsi ma dopo essere rivoltati si stringe quella mano schiaffeggiante e si
umilia quel mondo tanto ostile.
Recita un ‘Eterno riposo’ e finito si allontana. I suoi clienti e i suoi amici,
amiche comprese, la aspettano.

****

Non se la sono sentite di vendere la villetta. E’ uso che a viale della Tartarughe
abitino donne del mestiere. E poi il chiosco dei fiori al cimitero era distante. Ma
quella casa aveva il loro odore. Loro si sentono ancora due donne come le altre
del viale. Pur essendosi spostate a fare altro. E’ stato grazie ad Alessia che
hanno deciso di spendere un poco di quei dieci milioni di euro ereditati da quel
cliente morto di infarto un anno prima a casa loro quando usufruiva delle loro
prestazioni. Alessia l’avevano trovata davanti a casa una domenica nel tardo
pomeriggio, con graffi dappertutto. Lei disse che era cascata inciampando, ma
si poteva credere ad una donna al limite del pianto ma piena di delusione per la
vita che la riduceva in quel modo? Si mette a raccontare alle due donne la sua
storia, trovando in Franca e Patrizia quattro orecchie che la ascoltano e le danno
del calore umano. ‘Denuncialo’ è stato un coro delle due donne. Lei dice che
altrimenti non saprebbe dove andare. Lei è sola al mondo. Ma adesso le due
donne c’erano. E non erano il nulla. Poi il fatto che lei era brava nel mestiere di
fioraia a loro faceva molto pro. E’ sempre stato un desiderio fare le fioraie. Cosi
fu: i soldi ce li mettevano loro, lei ci metteva il mestiere. E dopo una denuncia e
un aiuto da una associazione di donne maltrattate, Alessia ritorna ad essere fiore
tra i fiori, nel pieno della sua bellezza. Franca e Patrizia non avrebbero pensato
di lavorare tanto a fianco del loro finanziatore al cimitero, ma gli affari
andavano bene e dopo un paio di errori nel lavorare con i fiori a cui mette una
pezza Alessia, le tre donne sono felici, ognuno a modo loro.

****

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Puntata 116

“E che ti dice?”.
“Che ti vuole a cena da lei. Insieme al suo compagno…”.
“Quando?”.
“Non me lo ha detto. Credo prima voglia sapere se tu vuoi…”.
Giovanni si chiude in un silenzio di qualche secondo. Poi apre la bocca e
pronuncia un flebile ma deciso ‘si’.
Marcello scrive sul cellulare il si di Giovanni.
Solo che non è l’ex moglie di Marcello. Quel sms è dell’amante di Marcello.
Quello che incontra quando va a correre da solo costretto dal suo compagno per
perdere peso e per essere in forma. Dapprima se ne stava al bar a leggersi il
giornale la mattina presto. Ma Giovanni conosce il suo compagno e lo segue
dopo una settimana che non si vede sulla bilancia nessun miglioramento nella
dieta a cui lo ha praticamente condannato. A Marcello la dieta sta stretta. Ma c’è
un grande aiuto per risollevarsi economicamente da parte del suo compagno. E
allora accetta la tortura. Corsa compresa. ‘Magari può cambiare qualcosa’ si dice
quando quasi scatta la litigata con Giovanni. E i miglioramenti arrivano. Dieci
chili in due mesi. E gli uomini si girano a guardarlo. Anche le donne si girano.
Ma a lui non interessano più. Gli uomini sono diventati il suo centro sessuale.
Tra questi Franco e i suoi bicipiti fuori dalla maglietta termica. A Giovanni l’ha
presentato come un amico di corsa. E Giovanni la beve.
‘Tanto ancora un paio di mesi e poi i miei debiti sono ripagati’ pensa Marcello
rispondendo si di al cellulare, quando l’sms a cui risponde dice “Ti aspetto a
casa mia più tardi. Ti devo aspettare o sei con lui?”.
****
Era la resa dei conti. Voleva aspettare quel giorno per metterla in atto. Quel
giorno in cui sul conto corrente si è accumulata la cifra che copre i tre quarti
dell’ipoteca sulla casa. Gliele avrebbe cantate, ma con la dolcezza e la calma di
chi ha vinto la battaglia e la guerra in un colpo solo.
Con un crisantemo in mano cammina sulla ghiaia a passo tranquillo. Marta era
al cimitero da suo marito. Mezz’ora prima era andata alle pompe funebri a
staccare l’assegno con il saldo del funerale di tanti anni prima, dopo averlo
pagato praticamente a rate a tasso zero con la cortesia dell’agenzia.
E dopo il percorso delle tombe a cielo aperto ecco i forni. E suo marito era
quello senza lapide. Quella aveva evitato di metterla, tanto lui di parenti aveva
solo lei. E a lei di averlo in foto con una lastra di marmo oltre al muro con un
segno di riconoscimento non ci teneva. Lei sapeva che lo ascoltava, che lo

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