Puntata 14

ufficiali giudiziari e loro di seguito. Poi i banchieri e in fondo alle scale i piccoli
creditori e gli inquilini arrabbiati.
Arrivata al portone la moglie gridò al marito di aprire ma lui non rispose.
“Apri!” disse Marta.
Nessuna risposta.
“A lei signore. Apra la porta…” disse Marta al tecnico.
Tutti in religioso silenzio ad ascoltare il lavoro del fabbro che in dieci minuti
tolse tutte le serrature e spalancò la porta. Tutti ad osservare quella donna e il
coraggio che ci metteva ad affrontare qualcosa che avrebbe portato, nella sua
totalità, chiunque alla disperazione. Quello che vide Marta fu una scena
sconvolgente. L’intero appartamento era svuotato di qualsiasi mobile o
suppellettile. Il marito giaceva a terra senza vita. La moglie pensò dapprima,
vista la situazione, che il marito scherzasse. Ma non era così. Era morto.
Avvelenato. Aveva finito il cibo nei sacchetti e molto probabilmente con
l’ultima pietanza aveva assimilato del veleno. Volontariamente, ma senza
emettere dolore per non creare sospetti nei vicini.
A questa vista Marta svenne. Ma fu subito rianimata dalla gente con il sospetto
che stesse recitando per non pagare nessuno o per prendere tempo.
C’era una lettera accanto al cadavere, che intanto il portiere aveva preso in cura
chiamando l’ambulanza secondo le procedure.
“Cara vita, ho vissuto alla grande. Mia moglie non si è mai accorta di nulla.
Adesso ti lascio il compito di dare a mia moglie una degna eredità. Addio”.
I direttori di banca lessero la lettera. Dopo aver confabulato parlò il maggiore di
loro.
“Un mese di tempo… non di più”.
“Per cosa?” chiese Marta cadendo dalle nuvole.
“Non tenti di imbonirci come ci ha detto suo marito avrebbe fatto. Un termine è
un termine” disse il banchiere.
“E si ricordi di onorare la cessione degli appartamenti che suo marito ci aveva
promesso” disse un altro dei banchieri.
“Ma gli appartamenti sono miei…” disse Marta.
“Non più signora” dissero i banchieri quasi in coro.
Uno dei signori fuori dall’appartamento dove giaceva il marito fece eco ai
banchieri. “Anche noi stiamo aspettando la cessione degli appartamenti. Dal
canto mio ho tutte le ricevute. Le rate alla buona con suo marito le ho sempre
pagate…” Il noi stava per la gente fuori dal palazzo che aspettava il marito di
Marta da giorni per le continue proroghe che lui accordava ai condomini
effettivi, a detta del portiere.
E non solo quelle persone lo stavano aspettando. C’erano anche negozianti di
ogni tipo, contraddistinti da un quadernetto tra le mani di ciascuno da cui
lessero a Marta tutta la merce che suo marito aveva sempre acquistato a credito.

(Continua…)

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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