Puntata 15

C’erano generi di ogni tipo. A cui lui dava in garanzia i gioielli di Marta. Ora si
rifaceva del fatto che lui era tanto insistente di portarglieli a lucidare uno per
uno dal gioielliere del quartiere. Che era anche lui creditore di tutte quelle
lucidature per le quali aveva ricevuto un acconto che non copriva nemmeno il
dieci per cento della spesa generale.
Alla fine del vociare in cui lei stava quasi per impazzire, arrivò l’ambulanza a
prelevare il corpo del marito di Marta e a portarlo all’obitorio. La polizia,
arrivata con la denuncia, transennò con il nastro l’appartamento dove avvenne il
suicidio. Prima che il poliziotto finisse ci fu uno dei soggetti tra il gruppo di
creditori che rivendicava, contratto alla mano vergato dalla firma di lui, la
proprietà dell’appartamento. A quell’azione Marta volle leggere il contratto e
disse che non era valido perché mancava la sua firma. Ma il signore esibì una
fotocopia dove era scritta una regolare delega con la firma di Marta. E lei subito
si ricordò di quella delega che suo marito gli fece firmare tantissimi anni fa. Per
tutto quel tempo aveva avuto per marito quello che si potrebbe chiamare un
fantasista finanziario. Che aveva ipotecato gli appartamenti, venduti a degli
inquilini che si credevano proprietari ma che risultavano in nuda proprietà con
altri compratori che si erano fatti fare il mutuo di vendita dall’amministratore.
Che non solo si intascava i soldi del mutuo versati dai compratori, ma si
intascava anche i soldi della banca per una cifra di mercato maggiore di quella
che percepiva dal proprietario falso.
Alla fine, lui aveva maneggiato dei fiumi di denaro di cui la moglie vedeva
l’ammontare degli affitti che gli inquilini ignari del rigiro pagavano al marito, e
che lei vedeva versare nel conto cointestato. Quello che si assottigliava con le
spese dalla carta di credito. Ma tutti questi soldi dove erano finiti? Molto
probabilmente in donne.
Non sapeva dove sbattere la testa. Fu la Guardia di Finanza a venirle in
soccorso. La protesse dalla fiumana di gente e tracciò con lei tutto il percorso
dei soldi e della compravendite fatte dal marito. Gli agenti si fecero consegnare
da tutta la folla di persone, banchieri compresi, i documenti fotocopiati alla più
vicina copisteria che Marta pagò senza fare troppe storie. Sperando che la
Finanza potesse aiutarla a evitare quello che in tutto e per tutto si configurava
come la più fantasiosa e meglio diretta ‘truffa multipla degli appartamenti della
moglie’, molto semplicemente ‘la truffa degli appartamenti’.
* * *
Tutto cominciò quando lei era la figlia del droghiere della città. Che con la sua
bottega e le succursali costruite nel corso degli anni aveva iniziato a comprare
degli appartamenti per costruire alla figlia una sicura fonte di reddito. Un tipo di
investimento sempre ritenuto molto affidabile, anche se aveva avuto i suoi alti e

(continua…)

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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