Puntata 16

bassi durante la vita del padre. Ma che tutto sommato aveva consegnato a sua
figlia sempre dei lauti guadagni. Che lei cercava di non distruggere, per fare
contento il padre, con lo shopping di cui era praticamente schiava. Con la
pensione del padre, ci fu la vendita generale delle venti e passa drogherie che
vennero reinvestite nell’acquisto di interi pezzi di palazzine dislocate un po’
dappertutto nella città e nella provincia. Il padre tenne da padre una piccola
somma per la vecchiaia ma con l’intenzione di regalarne il resto alla figlia alla
sua morte. Nel frattempo la famiglia di Marta si fece una concretezza con lo
sposalizio tra lei e il giovane figlio del commercialista del padre, cioè il suo
Alberto. Marta credeva che sposandosi quel tipo di figlio avrebbe assicurato
lunga vita ai suoi beni. Ma non aveva messo in conto che non sempre si è dei
figli d’arte. Anzi, si può andare incontro a delle brutte sorprese. Che si
dimostrarono tali quando si ritrovò a dover mantenere il marito perché il padre
non gli lasciò nulla. Alberto aveva sempre detto a sua moglie che la mancata
eredità veniva da una lite con il padre. Ma non gli disse mai il perché. E tutte le
volte che lui si sentiva domandare a riguardo evitava il discorso e si arrabbiava
al punto di non permettere alla moglie di ottenere qualche informazione.
Lei vedeva entrare sul conto corrente cointestato gli affitti che riscuoteva il
marito. Non pensava minimamente, come scoprì grazie all’aiuto della Guardia
di Finanza, che lui aveva spillato fino al midollo le proprietà della moglie e
aveva fatto una serie di innumerevoli giri finanziari e proprietari pur di ottenere
i soldi per le amanti e per il gioco dei cavalli, prima voce di assorbimento di
tutto quel fiume di denaro. Alberto aveva fatto in modo che ogni singolo
appartamento della moglie
avesse due proprietari, uno l’inquilino e un altro a nuda proprietà, e un mutuo
bancario. E inoltre ogni appartamento faceva parte di una garanzia per un fido
in diversi conti bancari delle tre banche rappresentate dai direttori presenti alla
scoperta del cadavere.
Non bisogna dimenticarsi degli allibratori e dello strozzino che aveva coinvolto
in tutto il giro. I primi avevano in garanzia uno degli appartamenti. Il secondo
poteva tranquillamente sostituire la moglie quale proprietario. Ma alla vista di
tutto quel caos e non volendo rimanere risucchiato nei debiti del suo creditore,
lasciò a Marta tutto il lavoro sporco di mettere ordine nei rigiri proprietari
prima di intascarsi i soldi che gli sarebbero spettati.
Marta fece i suoi conti e si fece ricoverare in ospedale per lo stress di tutto il
lavoro quasi certosino di suo marito di cui venire a capo. Aveva bisogno di
tempo. Non disponeva di soldi in maniera sufficiente per coprire tutti i debiti.
Aveva bisogno di riflettere. E trovò una soluzione nel venire a patti con ogni
singolo soggetto. Le restava solo la villa di via delle Tartarughe, se si mette nel
conto che ogni singolo appartamento lasciatogli dal padre era praticamente da
dimenticarsi. Il marito, nella sua malattia per i soldi, aveva lasciato una via di

(continua…)

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s