Puntata 19

Elena si accomoda a casa di lei e si meraviglia di quanto quella piccola casa
offra tutto il necessario per il suo lavoro. Prenderebbe volentieri in affitto quella
al posto della sua così scomoda e mal arredata. Ci aveva provato qualche volta
a metterci mano. Ma meno male che la clientela ci faceva poco caso. E mai che
un architetto avesse squillato al suo telefono, così da darle una mano. Quella
donna poteva fare di casa sua un bijioux. Ma doveva capire se era farina del suo
sacco o di altra persona. In quel caso avrebbe fatto tutta la fatica possibile per
riuscire ad avere quel nome.
“L’ha arredata lei questa abitazione?” chiese subito Elena con fremito nella
voce.
“Si, sono stata io”.
‘Perfetto’ disse tra se e se Elena. ‘Dovrei farcela a spuntare un buon prezzo.
Sicuramente vuole qualcosa da me’.
Si servono la camomilla e si mangiano una fetta di torta che Marta ha comprato
nelle buste premescolate e cotto in forno secondo le istruzioni.
Marta è intimorita da quella donna tanto sicura di se. Non riesce ad aprire
bocca. Elena gli viene incontro.
“Cosa posso fare per lei” dice Elena. “Vorrei tanto avere una casa come la
sua…”
‘E così vuole questo da me…’ pensa tra se e se Marta. ‘Se è cosi allora la cosa è
fatta’.
Marta prende il coraggio con tutte le sue mani e dice, chiaro e tondo: “Vorrei
diventare una sua collega”.
Elena sputa la camomilla che sta bevendo in quel momento con tantissima
pressione tanto da creare una nuvoletta di camomilla tiepida. “Come?” Elena
dice tra un colpo di tosse e un altro.
“Vorrei diventare come lei. Non ho un mestiere in mano. Io posso insegnarle
tutto quello che so e lei può fare altrettanto con me. Che ne pensa?”
Elena rimane un poco stranita. Pensava fosse una signora timorosa, una classica
signorina tutta shopping e rituali. Si era sbagliata completamente.
“Lei cosa pensa che io faccia di lavoro? La puttana?” dice Elena con della
supponenza nei riguardi di Marta.
“Questo non lo so di certo… Me lo deve dire lei” risponde Marta.
Elena si sente spiazzata. Capisce che quella donna vuole fare quello che fa lei.
Che sarebbe disposta anche alle cose più sofferenti. Non si accetta di certo da
una completa sconosciuta il fatto di mettersi a bottega se non si vuole davvero
infognarsi fino in fondo, non al livello del gioco da superficiali.
“Perché?” domanda Elena.
Marta allora gli spiega come stanno le sue cose. E Elena non può fare altro che
chiedersi se non fosse tutta una balla perché era una storia al limite dell’irreale.
Che una donna si fosse fidata tanto di un uomo voleva dire che era vero amore.

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s