Puntata 23

Lunedì mattina
Marta saluta uno dei suoi pranzanti, cioè i clienti che si concedono una
scappatella dopo il pranzo nelle trattorie dei dintorni. E insieme a lei lavorano
anche le colleghe della via. Con gli uomini che si scambiano occhiate ma che
non fiatano per paura di non essere più accettati dalle donne del viale,
leggermente rigorose sulla condotta che la clientela deve seguire quando si
trovano nei dintorni dei loro luoghi di lavoro.
Allo scattare delle due con in lontananza lo scampanio della parrocchia di San
Remigio tutto si svuota. Gli uomini ritornano chi al camion chi alla macchina
aziendale. E cosi inizia l’orario dei clienti delle città. Quei liberi professionisti
che possono decidere quando uscire dall’ufficio e non hanno per la maggior
parte una donna a cui dover rendere conto dei loro spostamenti. O che magari
ce l’hanno ma sanno, se non liberi da obblighi telefonici, come trovare un paio
di ore libere dalla moglie per andare dalle donne di Viale delle Tartarughe. Tra
di loro un signore con un sacchetto marchiato da una pasticceria della città
famosa per i pasticcini.
Doveva essere almeno una confezione da quaranta divisa in due vassoi quella di
questa volta. In altre occasioni si trattava di un dolce intero o di due sacchetti in
cui presumibilmente ci dovevano essere delle paste frolle miste. Ma questa
volta voleva assolutamente farla impazzire. Elena aveva la malattia per i
pasticcini. E oggi avrebbe ottenuto, il signore che stava suonando al suo
campanello il risultato sperato: le lacrime della sua compagna di merende, dopo
il fiume di racconti della donna. Patrizio era un uomo che non cercava del
sesso. Ma pagava per avere qualcuno da ascoltare. Lui che era obbligato a
parlare alla gente con il suo ruolo di speaker radiofonico di Radio ******. Lui
che da contratto non poteva parlare con nessuno telefonicamente visto che la
sua voce, durante il primo mese di trasmissioni, attirò talmente tanti maleducati
verbali da far pensare che fosse sua la colpa di quel turpiloquio trasmesso dagli
auricolari di tutta la regione dove trasmetteva la radio. E che quindi poteva
occuparsi soltanto di programmi in cui doveva intrattenere il pubblico senza
interazioni telefoniche o di altro tipo. Lui accettò di buon grado ma poi ci fu il
dramma di lui che parlava senza poter ascoltare nessuno. Le donne di strada gli
parvero un buon palliativo, ma doveva cambiarne una alla volta, visti i
vaffan***o che si beccava dalle donne, se non i pugni dei magnaccia, per non
fare mai sesso.
* * *
Elena fu una sfida, visto che sottobanco gli avevano parlato di questa donna che
riusciva a intrattenere cosi amabilmente un dialogo con i suoi uomini tanto da

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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