Puntata 27

Patrizio si accomodò direttamente nella taverna non dopo aver sentito le
seguenti parole da parte di Elena: “Vuoi farmi scoppiare?”.
A cui Patrizio rispose: “Ma non siamo in tre oggi?”.
Elena si era dimenticata che gli aveva chiesto, la settimana prima, di abbondare
con i dolci perché avrebbero avuto un ospite al loro solito tè del lunedì. Il terzo
sarebbe arrivato poco dopo, attraversando la strada.
I due cominciano il loro dialogo e si alternano leggermente, ma con la
schiacciante predominanza di lei nel parlare. Di chiacchiera in chiacchiera
passano i quarti d’ora.
E ad un certo punto suona il campanello.
Elena lascia solo Patrizio a bersi un sorso de tè e a sbocconcellare quei deliziosi
pasticcini.
Dopo pochi minuti scende le scale Elena con dietro di lei una signora che a
Patrizio sembrava avere una quarantina abbondante di anni. Si presentò con il
nome fittizio di Giulia. E con quella precauzione, che fece strabuzzare gli occhi
di Elena, ma non fino in fondo, arrivando a capire come mai lei sceglie di
adottare quella pratica, si siede sul puffo che Elena gli porge e si mette anche lei
a fare salotto con i due.
“Lei sa chi sono io?” dice Patrizio.
“Si. Elena mi ha parlato di lei. Ma da dove nasce questa sua chiamiamolo
disagio?” risponde Giulia.
“Vorrei saperlo anche io…” risponde Patrizio.
“Da dove vogliamo cominciare? Le dico subito che per me il tempo è molto
importante. Ho un cliente tra venti minuti…” dice Giulia.
“Mi racconti la sua storia. Per filo e per segno…” Per Patrizio una storia come
quella era una novità da non sottovalutare.
E cosi Giulia comincia a raccontare. Finisce di raccontare esattamente dopo
diciotto minuti, tarandosi con l’orologio da polso che non smette di guardare
ogni minuto. Patrizio scopre di lei il piglio manageriale. La capacità di non
arrendersi mai. Le sue condizioni attuali che a lui avrebbero fatto prendere una
bomba e fatto saltare in aria tutto quanto. Lui compreso. Non poteva credere a
quello che stava ascoltando. Un’araba fenice in piena regola. Voleva saperne di
più. Voleva i dettagli. Ma non osò chiedere. Se non una semplicissima
domanda, gli venne alla testa: “Possiamo rivederci? Vorrei riascoltare la sua
storia. Meno velocemente di stavolta. Magari in diverse puntate”.
“Senta… Io non sono un cantastorie. Ho accontentato Elena ma adesso ho un
cliente. Buona giornata…”

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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