Puntata 43

Lunedì pomeriggio
Marcello guida lungo la solita strada del macellaio, senza accorgersi di quella
macchina grigio metallizzata che lo sta seguendo da quando è uscito dal suo
ufficio. L’orologio d’oro di suo suocero avrebbe fatto insieme con il resto, e
avrebbe ridato credito ai nuovi acquisti. Parcheggia la macchina nello spiazzo
davanti alla macelleria ed entra a comprare. Il sacchetto con cui esce è assai
leggero, ma sufficiente per due persone.
La moglie è arrivata.
Marcello ha già proseguito per viale delle tartarughe quando la donna si
incontra con il detective e viene a giorno di tutto quanto. Di un pendaglio
grosso fatto vedere al macellaio. Di lei sempre più sicura di quello che sta
facendo il marito. Ha dilapidato le ricchezze di famiglia.
‘Ho fatto bene a dare retta a mia madre e a non fare la comunione dei beni. Se
no i soldi che mi ha lasciato sarebbero finiti subito.’ “Ma come li ha spesi?” dice
ad alta voce la donna di fronte al detective.
“Forse a viale delle Tartarughe… Dopo si è diretto li…”
“Ho capito bene? Si è diretto li?” dice la donna al detective.
“Si. E’ andato in quella direzione. Casa sua è nell’altra direzione. Non credo di
sbagliarmi…” dice il detective.
“In effetti si allontana dal ritorno…” dice la moglie di Marcello al detective.
“Ma come mai è così sicuro che sia andato li?”
“Non c’è molto altro in quella direzione” dice il detective.
“Va bene. Mi dica quanto le devo e la saluto qui”. La donna sente quanto è il
prezzo ma i contanti di cui disponeva non erano abbastanza. Il detective non si
soddisfa di un acconto. La donna aggiunge un assegno per garanzia. L’assegno
non va bene e allora lei mette in pegno un braccialetto di rubini che porta al
polso. Di malavoglia, visto il cliente, il detective accetta ma a condizione che
sarebbe stato saldato entro una settimana altrimenti avrebbe portato al monte
dei pegni il braccialetto e si sarebbe tenuto l’intera somma. La donna garantisce
che il giorno dopo sarebbe andata a saldarlo e i due si salutano.
La donna prende la macchina e segue la strada che porta a viale delle
Tartarughe, dove vede parcheggiata la macchina del marito.
‘Sono cornuta. Ma adesso mi sente’.
Il problema era capire in quale casa era entrato. Ma non ce ne era bisogno. Il
fatto che fosse andato li lo rendeva colpevole. E lei lo avrebbe punito
adeguatamente. Oltre a tutta l’oreficeria di famiglia che era sparita di volta in
volta e che sarebbe saltata fuori dal macellaio quando lei l’avesse richiesta in
cambio dei soldi.
Suo marito aveva finito di vivere. Ma non era l’ideale fare una piazzata li
davanti. Il marito avrebbe potuto smentire abbondantemente dicendo che sono…

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s