Puntata 57

Marisa lo guardava compiere quei gesti come se non fosse la prima volta che lo
faceva. Il che la fece invelenire.
“Mi può spiegare cosa sta succedendo? Io di mestiere non faccio l’attrice”
Pierluigi parlò molto tranquillamente. “Posso darti del tu Marisa?”
“Dammi quel che ti pare ma spiegati altrimenti carrozzina o non carrozzina ti
metto fuori dalla porta!”
“Marisa, io sono un malato terminale. Il mio medico mi ha dato sei mesi di vita
ad essere generosi. Ne mancano quattro. E prima di morire ho un deisderio:
risentire quell’audiolibro del libro che ti ho dato. Molto tempo fa sentii alla
radio una diretta del libro che tieni tra le mani letto da una attrice oramai morta.
La tua voce gli assomiglia terribilmente. Non ti chiederei altro che raccontare
con la tua voce quelle pagine di libro. Non importa tu sia una attrice. Mi basta
sentir parlare quella storia”.
“E gli archivi di quella radio non li puoi andare a cercare?”.
“La radio è fallita. Non saprei dove andare a parare”.
Pierluigi bevve il caffè mentre Marisa pensava a come comportarsi con quella
persona. Accettare o rifiutare?
“Sai qual’è il fatto, Pierluigi?”
“No, dimmi…”
“Che non è il mio mestiere quello che mi chiedi di fare. Non saprei da dove
cominciare”
“Basta cominciare dalla prima pagina e poi arrivare alla fine del libro. E’
semplice…”
Marisa non sapeva come comportarsi. Si sentiva come Elena con il suo cliente
che la vuole semplicemente sentire parlare. E visto che chiedeva sempre in giro
qualcosa di cui parlare con quel cliente, perché non proporgli anche le
avventure di quel libro un poco camuffate e rivisitate? Idea bislacca. Molto
probabilmente il cliente di Elena se ne sarebbe accorto. O forse no? Magari una
storia letta poteva diventare ispirazione per la povera Elena che non sapeva mai
cosa raccontare. Magari avrebbero avuto qualcosa di cui parlare anche loro due.
Marisa dentro di se accetta quel lavoro ma si sentiva in disordine per
quell’incarico. Vestita come rimane vestita solitamente per i suoi clienti abituali.
“Pierluigi, ti dispiace se mi vado a cambiare?”
“Assolutamente no…”
Marisa entra in camera sua e si mette a guardare nel suo armadio.
Quell’armadio, frutto del suo lavoro di shopper. Scorre i vestiti a uno a uno, fino
a che non si ferma ad un due pezzi giacca e pantalone. Sobri ma non troppo
eleganti. Lo mette abbinandoci una camicetta lilla chiaro e con un tacco nove
molto sobrio. In quel momento anche per lei si realizza un piccolo sogno. Il
poter sfoggiare quei vestiti da troppo tempo relegati nell’armadio. Si profuma…

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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