Puntata 67

Martedi sera
Dopo la solita cena dietetica, fatta con gli alimenti che gli acquistava il suo
personal stopper Alessio, Francesca aveva l’abitudine di gustarsi la sua tisana in
salotto, con la compagnia di un cd nello stereo. Non voleva qualcosa di diverso
ogni volta. Il solito cd gli andava benissimo. Fino al momento di doverlo
pensionare per la difficoltà di leggerlo da parte dello stereo. Nell’ascoltare la
stessa sequenza di canzoni trovava sempre qualcosa di diverso, di non ascoltato,
non percepito. La giornata, come sempre, era stata densa di impegni, oltre che
di clienti. l’indomani avrebbe avuto le bollette da pagare e fortunatamente non
doveva intaccare i soldi in banca per pagarle. I clienti non le mancavano. Ma
tutto veniva superato dal fatto di aver visto suo figlio. Di cui non si lamentava
assolutamente. Un bel ragazzo. Bello abbastanza da far perdere la testa a un
gruppo di ragazzine.
‘Con il mio comportamento’ disse tra se e se ‘forse non gli ho fatto una bella
impressione’. Fu molto impacciata con il ragazzo. Motivata però dal fatto che
magari avrebbe saputo affrontarlo con piglio più deciso. Da donna e non da
ragazza impacciata come invece era risultata.
Non aveva mai pensato di avere un istinto materno. Ma dopo quell’incontro, in
cui la voglia di abbracciarlo e di stringerselo al petto veniva fuori nei gesti e
negli sguardi, si disse che ne aveva uno anche lei. Che sotto quella scorza di
donna robusta e sempre impegnata con uomini tra i più infantili che si possano
immaginare, battesse un cuore tenero e ricco di affetto per un figlio che doveva
avere diciotto o diciassette anni. Non si ricordava. ‘Ma è una data di
compleanno che fa la mamma? Non credo…’ si disse internamente. ‘È andata
come doveva andare’ continuò. ‘Io non ho niente da offrirgli. Suo padre ha un
lavoro importante. Da lui potrebbe avere un futuro. Io un futuro non ce l’ho per
lui’.
Il cd stava quasi per finire. La tisana nella tazza era a metà. Francesca ne fece
un unico sorso e portò la tazza in cucina, dentro il lavello. Lavò i pochi piatti
sporchi anche della mattina e messi ad asciugare sullo scolapiatti si avviò verso
la camera da letto. Ma prima volle guardare la casa delle due colleghe. Se
riusciva a vedere la luce della camera da letto del suo bambino. ‘Non è il mio
bambino! Non lo è più oramai. E non lo deve diventare proprio adesso. Io non
ce l’ho un futuro per lui. Suo padre ce l’ha’.
Buonanotte, bambino mio. E lanciò un bacio verso l’aria in direzione della casa
delle due donne.

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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