Puntata 69

Mercoledì mattina
Il profumo del te al lampone si spandeva per tutta la stanza. Elena si stava
gustando il pan di spagna con ripieno alla marmellata di mirtilli che stavolta
Patrizio si era fatto preparare dalla sua pasticceria di fiducia. Che era sempre la
stessa dove si serviva da quando era comincia la sua terapia di sopravvivenza
sociale. Sempre pasticcini non poteva portare. Troppo monotono. Ogni tanto un
dolce lo poteva anche comprare alla sua ‘terapista’. Lei non disdegnava mai
nulla che non fosse dolce. Ci fu anche un tentativo con delle pizzette salate, ma
solleticavano troppo la curiosità della ‘terapista’ Elena e quindi venne
abbandonata l’idea.
Appena si fecero le undici Patrizio salutò la sua carissima oramai amica Elena e
si diresse a casa di Marta. Il che voleva dire fare pochi passi dopo essere uscito
dal cancelletto di casa di Elena.
Patrizio entra in casa di Marta pensando di ritrovarsi a casa di una donna molto
povera. Ed invece entra in una casetta dove pochi oggetti facevano un
arredamento ricchissimo. A differenza di chi fa delle case arredate con tutto e
anche di più, quei semplici mobili preconfezionati e quei soprammobili in finto
argento davano a quell’ambiente quel ‘non so che’ che non ti faceva
pensare ad una casa di una persona povera. Ma alla casa di chi potrebbe
permettersi di tutto ma decide di ‘vestirsi’ molto austeramente. C’era la mano di
un arredatore. Non poteva immaginarsi mai chi fosse quello.
“Chi ha arredato casa sua?” chiede Patrizio non appena si accomoda sul divano
semplicissimo in stoffa grezza color grigio.
“Io” risponde Marta parlando dalla cucina poco distante mentre sta preparando
il caffè per loro due.
“E dove ha trovato tutti questi pezzi?” domanda Patrizio
Marta sta entrando nel salotto con in caffè su un vassoio.
“Qualche mercatino delle pulci e qualche negozio. Ho girato parecchio. In
questo ho molta pazienza” dice Marta. “Ho dovuto riarredare tutto quanto
perché i vecchi mobili ho dovuto venderli per fare qualche soldo. Avevo roba
invidiabile”. In queste ultime parole Patrizio sente un velo di nostalgia misto a
una nota di tristezza.
Marta si siede accanto a Patrizio sul divano. Il silenzio tra i due viene riempito
dal tintinnare delle tazzine con i piattini. Nessuno dei due emette suoni con la
voce per quasi un minuto, tempo che impiegnano a versarsi il caffè, zuccherarlo
lei con un cucchiaino lui con mezzo e a bersi un sorso di caffè.
Non appena entrambi, in sincronia, appoggiano le tazzine sui piattini, si
mettono a parlare contemporaneamente.
Lui dice: “Allora, come vogliamo…”. Lei dice: “Guardi, io non…”

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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