Puntata 74

Mercoledi mattina
Drrrriiiiin! Drrrriiiiin! Il citofono suona molto pesantemente.
Drrrriiiiin! Drrrriiiiin! Enrica non capisce dove si trova.
Drrrriiiiin! Drrrriiiiin! Le braccia e le gambe sono intorpidite, dopo tutte le ore
di sonno fatte.
Drrrriiiiin! Drrrriiiiin! “Aprite! Vogliamo i nostri soldi!”
Enrica non sa da che parte cominciare ad affrontare la giornata, visto il sole
splendere nel cielo. Soprattutto non si spiega come mai dai mobili mancano
diversi soprammobili e come mai diversi mobili sono spariti dalla stanza in cui
si trovava a dormire per terra.
Drrrriiiiin! Drrrriiiiin! “Aprite o chiamiamo la polizia!”
A questa chiamata Enrica capisce di dover aprire assolutamente. La polizia per i
suoi clienti era il fumo per le api.
Enrica apre la porta e vede dall’altra parte del cancellino un gruppo di una
decina di signori con dei fogli in mano sventolati all’aria, che urlano contro di
lei, pronunciando il nome di suo figlio Giulio.
‘Giulio di qui’, ‘Giulio di la’, ‘Giulio ha fatto questo’, ‘Giulio ha comprato
questo’, ‘Giulio ha comprato quello’. Tutto un vociare di questo tipo.
Enrica cerca di prendere in mano la situazione evitando lo scandalo, invitando
tutti quei signori ad entrare in casa. I signori entrano e vedono le condizioni del
salotto della donna, con un sacco di buchi nel mobilio.
Uno di loro inizia a parlare: “Eh no, non ci casco nella finta rapina di casa!
Adesso tutti i soldi saltano fuori e subito!”.
Una rapina. Ecco quello che Enrica non capiva ancora essergli successo.
“Scusate un attimo” dice ai signori lasciandoli nel salotto. Si dirige dove tiene la
chiave della cassaforte, in bella vista, e va ad aprirla. Mai desolazione fu
maggiore. Tutti i contanti e tutti i gioielli erano spariti.
In quel momento si mise a ragionare. Dire della rapina ai signori non avrebbe
attecchito. Ma era l’unica cosa che poteva funzionare, almeno per prendere
tempo e riordinare la situazione. Ritorna in salotto e spiega tutto quanto ai
signori. Gli dice che anche volendo non può pagarli con nulla, visto che ogni
cosa di valore nella casa era sparita.
I signori si consultarono tra loro e dissero, per bocca di quello che aveva più
fogli tra le mani: “Torniamo domattina, non un minuto di più. Vogliamo tutti i
soldi e subito!”
Enrica chiede a tutti quei signori di che cosa si tratta. E i signori sono ben
tranquilli di spiagargli uno per uno di cosa sono venuti a chiedere risarcimento.
Il figlio di lei, Giulio, si era messo a prendere merce a credito presso importanti
boutiques di lusso della città dove era andato a lavorare. Gli aveva trovato un
lavoro tranquillo come vicedirettore di un centro benessere con la sua laurea in

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
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