Puntata 93

Giovedi pomeriggio
Qualche nuvola copre il cielo. Da casa di Francesca esce l’ennesimo cliente. Un
signore sulla quarantina, che aveva preso a venire da lei dopo averla contattata
tramite un annuncio su una delle riviste di settore. Lui è un signore solo,
rimasto vedovo presto e con poca voglia di sposarsi. E Francesca è diventata la
sua confessora, oltre a essere un qualsiasi cliente. Lui gli paga due prestazioni,
di cui una è proprio l’ascoltarlo parimenti uno psicologo. Lei, da quando lo ha
iniziato a far diventare della cerchia dei suoi clienti fissi, da quando è iniziato
questo tipo di rapporto non ha mai accennato una parola di sua spontanea
volontà. Lo ha sempre fatto parlare stimolandolo a dire le cose che lo
opprimono dentro, il suo dolore di vedovo. Sua moglie lo ha lasciato dopo un
cancro allo stomaco preso tardi. Quattro anni di battaglie e alla fine ha dovuto
dirgli addio. Fu da quel momento che in lui si è sviluppato il sentire che legarsi
a qualcuno in modo fisso è sbagliato. Perché poi le persone ti lasciano per un
motivo o per un altro. Avere a che fare con delle donne a pagamento era molto
meglio. Tanto per il corpo che per lo spirito. Federico lo sapeva che da quelle
chiaccherate non avrebbe ricavato molto se non sfogarsi, ma a lui andava bene
cosi.
Dopo quasi quattro anni di silenzio di lei se non le domande stimolanti, si
azzarda a chiedergli: “Posso avere un consiglio da te?”. Ha provato a vedere in
lui se ci fosse almeno la riconoscenza per non averlo mai deriso di nulla di
quello che lui gli raccontava. Di averlo sempre trattato seriamente e con i guanti
di velluto tipici di chi è stato truffato dalla vita.
“Si, certo” gli risponde lui.
Francesca gli chiede dieci minuti del tempo che le paga per sentire la sua storia.
E lei racconta tutto. Approssimativamente in maniera complessa da fargli capire
la domanda: “Dovrei riprendere mio figlio con me?”
Lui le rispose semplicemente: “So che per te è difficile dopo tutto quello che hai
passato. Ma prova a seguire il tuo cuore”.
“Il mio cuore non esiste più. E’ la mia mente che fa andare avanti il mio
carrozzone”.
“Ma anche tu hai un cuore. Devi soltanto metterti in silenzio e sentire quello
che ti viene da dentro. Fallo adesso, domandati se vuoi o no tuo figlio”.
“Come devo fare?”
“E’ molto semplice. Adesso ti siedi e io faccio silenzio. Domandati quello che ti
ho detto e se sentirai la voglia di piangere vuol dire che tuo figlio ti manca.
Altrimenti capirai d’istinto quello che è giusto fare”.
Una lacrima, dopo tanti anni dall’ultima volta, scese dall’occhio destro di
Francesca.

About Matteo Baudone

Un aspirante giornalista.
This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s